PSICOLOGIA DELLO SPORT

La psicologia dello sport studia tutti i fattori mentali e psicologici che vengono coinvolti nella prestazione sportiva, si occupa di comprendere come tale attività renda possibile la crescita e lo sviluppo personale ed il benessere durante l’intero arco della vita.

 

Chi è lo psicologo sportivo?

Lo psicologo dello sport s’impegna a comprendere quali processi psicologici guidano la prestazione motoria, in che modo si possa stimolare l’apprendimento migliorando quindi la prestazione ed i risultati. Alcuni dei punti cardine concernano proprio l’aiutare i giovani a maturare con lo sport, preparare un programma mentale personalizzato per migliorare il benessere psicofisico in tutte le fasce di età.

Oltre a quanto detto il mio lavoro concerne il voler aiutare gli sportivi a maturare:

      1. La competenza sociale ossia la capacità di muoversi appropriatamente nel setting sociale, ascoltare, esprimere in modo accurato atteggiamenti ed emozioni.
      2. Una buona stima di sé sviluppando un giudizio positivo del proprio valore personale.
      3. La capacità di Problem Solving ossia l’abilità ad identificare, definire, analizzare i problemi, scegliere le soluzioni appropriate e valutare i risultati.
      4. Una percezione accurata intesa come controllo ed un’appropriata espressione delle emozioni, sviluppando:

A) La capacità di maturare e valutare accuratamente certi stati fisiologici, potenzialmente dannosi come l’arousal e la rabbia, insieme alla capacità di regolare questi stati in modo adattivo ed efficace.

B) Sviluppare la preparazione mentale intesa come saper controllare: l’Attenzione -  Concentrazione , il Rilassamento per essere in grado di gestire l’ansia e la tensione psicofisica, il Training Propriocettivo per portare l'individuo ad apprendere ed affinare gradualmente le capacità di autopercezione, autoispezione e raggiungere una migliore consapevolezza corporea come prerequisiti al training di rilassamento psicofisico vero e proprio. La visualizzazione definita come la rappresentazione immaginativa del programma e delle singole sequenze motorie da eseguire nei diversi momenti della gara. L’Allenamento Ideomotorio ossia la rappresentazione mentale sistematicamente ripetuta e cosciente dell'azione motoria (Frester, 1985) che deve essere appresa, perfezionata o stabilizzata, senza che vi sia una esecuzione reale, visibile esternamente, di movimenti parziali o globali (Corbin, 1972). Infine l’Autonomizzazione ed automatizzazione delle strategie.

        1. Maturare nell’Hardness che si definisce attraverso i suoi tre caratteristici tratti costitutivi:

a) Controllo come fiducia di poter controllare gli eventi;

b) Impegno ossia il senso dell’avere uno scopo da raggiungere;

c) Sfida intesa come la tendenza a vedere i cambiamenti come incentivi ed opportunità di crescita, piuttosto che come minacce alla propria sicurezza.

Tutto al fine di promuovere lo sviluppo personale e sociale con particolare riferimento ai nostri bambini (Life Salls Eduvation) ossia promuovere le competenze sportive e di vita con un approccio sistemico, dinamico evolutivo e co – costruttivo.

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